giovedì 2 febbraio 2012

New entry al Ridotto - estense.com

Filippo Terni si è diplomato lo scorso anno con Adriano Cirillo al Conservatorio "Frescobaldi"

Filippo Terni - Ph. Giulio Pola

New entry per i recital pianistici del Ridotto. Filippo Terni, che si è diplomato lo scorso anno con Adriano Cirillo al Conservatorio “Frescobaldi” di Ferrara riportando il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore, suonerà oggi – sabato 28 gennaio -, alle 17.
Un curriculum già di tutto rispetto con successi a concorsi importanti e un’attività solistica e da camera condotta a livello nazionale. Il programma è un test di maturità tecnica e interpretativa di grande impegno: più di metà è occupata dalla Kreisleriana op. 16, la raccolta pianistica di Schumann più letteraria.
Lo stesso autore era consapevole di aver scritto qualcosa di rivoluzionario, sintetizzando elementi apparentemente contrastanti, carattere contrappuntistico, chiarezza comunicativa simile a quella del linguaggio verbale, espressività, meravigliosamente fusi nell’immediatezza dell’ispirazione. Seguirà la Sonata per pianoforte n. 3, pubblicata da Prokofiev nel 1917. Essa non è altro che la rielaborazione di un lavoro composto dieci anni prima, ed è per questo motivo che porta come sottotitolo “da un vecchio quaderno di appunti”: una composizione brevissima, un solo movimento suddiviso in sezioni di andamento diverso, dominata da un frenetico motorismo che sembra concedersi solo brevi momenti di tranquilla e lunare contemplatività.
Il pomeriggio terminerà in chiave Jazz con i ‘Tre Preludi di Gershwin’: il primo di questi, Allegro ben ritmato e deciso, fu definito da Gershwin “spagnolo”, per certi suoi tratti melodici e per il suo ritmo di habanera. Il secondo, Andante con moto e poco rubato – una delle non molte pagine pianistiche in tempo lento scritte Gershwin – è invece una sorta di ninna-nanna blues, che rivela, tra l’altro, una scrittura armonica fortemente influenzata dall’impressionismo. Il terzo Preludio, Allegro ben ritmato e deciso, è brevissimo, come molte delle pagine più felici di Gershwin, e sostenuto anch’esso da un’armonia di notevole originalità. (fonte: estense.com)

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